Tasso di occupazione record (59,9%), ma i dipendenti a termine sono il 17,5% del totale

<br>Il tasso di occupazione nel mese di marzo ha toccato un nuovo record positivo dall’inizio delle serie storiche (59,9%), ma attenzione alle statistiche e alla dinamica demografica.

Istat ha pubblicato l’aggiornamento di marzo 2022 dedicato al mercato del lavoro. Al suo interno, un quadro complessivo di crescita. Nel terzo mese dell’anno il numero di occupati è aumentato di 81mila unità rispetto a febbraio, con un incremento dello 0,4% del tasso di occupazione. Un aumento che coinvolge secondo le rilevazioni le donne, i dipendenti e persone con oltre 24 anni di età. Stabile invece la dinamica degli uomini e come ormai da oltre un anno a questa parte negativo per gli autonomi. Il numero degli occupati supera quota 23 milioni complessivi. Un traguardo raggiunto grazie soprattutto (per non dire quasi integralmente) alla dinamica dei lavoratori dipendenti.

Tra marzo 2021 e 2022 infatti sono 804mila gli occupati in più, ben 742mila dei quali dipendenti. Solo 62mila sono gli autonomi aggiunti alle statistiche, con un pesante -41mila unità soltanto nel mese di marzo 2022. Va sottolineato che, sempre all’interno dell’insieme dei dipendenti, sono i contratti a termine a farla da padrone: +430mila gli occupati a tempo determinato, +312mila i permanenti negli ultimi dodici mesi.

La notizia positiva è infatti che per la prima volta da febbraio 2020 (ultimo mese esente dall’effetto Covid) il numero assoluto di occupati ha superato la soglia dei 23 milioni. Nel febbraio 2020 però dei 17,8 milioni di dipendenti l’83,5% era costituito dai permanenti e il 16,5% da quelli a termine. Nel marzo 2022 dei 18,1 milioni solo l’82,5% è rappresentato dai permanenti e ben il 17,5% da quelli a termine. Una variazione limitata in termini assoluta, ma decisamente significativa all’interno della continua mutazione degli equilibri del mercato del lavoro italiano.

A proposito di evoluzione nell’arco del tempo, illuminante è anche la variazione per classe di età al netto della componente demografica. Nella fascia di età tra i 15 e i 34 anni negli ultimi dodici mesi il numero degli occupati è aumentato del 10%, tra i 35 e i 49 anni del 3,8% e tra i 50 e 64 anni del 3,3%.

Il mercato del lavoro si dimostra in ripresa anche per quanto riguarda il numero di disoccupati, scesi di 48mila unità, con il tasso all’8,3% (attenzione però all’aumento della disoccupazione giovanile, aumentata dello 0,3% e al 24,5%). Scendono anche gli inattivi con un saldo negativo di 72mila unità (elemento che avrebbe potuto far aumentare il tasso di disoccupazione e che invece non ha mostrato il proprio impatto in termini statistici).

Il commento dell’Istat: “A marzo 2022 prosegue la crescita dell’occupazione e il numero di occupati torna a superare i 23 milioni. L’aumento osservato rispetto all’inizio dell’anno, pari a quasi 170 mila occupati, si concentra soprattutto tra i dipendenti. Rispetto a marzo 2021, la crescita del numero di occupati è pari a 800 mila unità, in oltre la metà dei casi riguarda i dipendenti a termine, la cui stima raggiunge i 3 milioni 150 mila, il valore più alto dal 1977. Il tasso di occupazione si attesta al 59,9% (record dall’inizio delle serie storiche), quello di disoccupazione all’8,3%, tornando ai livelli del 2010, e il tasso di inattività, al 34,5%, scende ai livelli prepandemici”.